La Chiesa Parrocchiale
Immacolata Concezione - San Giovanni Battista
La
chiesa parrocchiale di Poggio Moiano, adiacente il palazzo comunale è posta in
posizione dominante rispetto al centro storico e si affaccia tramite un
porticato sulla piazza principale del paese. Dove ora sorge il Municipio, fino
agli anni 40 c’era il Palazzo Baronale dei principi Torlonia. In origine era
un castello, trasformato poi come molti altri della Sabina appunto in palazzo
baronale. La costruzione, che secondo il racconto di molti all’interno
custodiva diversi tesori d’arte inestimabili come affreschi e numerose statue,
fu completamente distrutta dal bombardamento del 6 Giugno 1944. Anche la chiesa,
che era la cappella Cappella Gentilizia del Palazzo Baronale subì numerosi
danni. Il tetto crollò completamente, mentre le pareti per fortuna restarono in
piedi. La chiesa fu ricostruita nel 1953, dopo che era versata per diversi anni
in stato di completo abbandono. Il restauro del 1953 mirò esclusivamente a
restituire alla comunità un luogo di culto decoroso, senza salvaguardare ciò
che poteva avere valore dal punto di vista storico ed artistico. Furono infatti
eliminati 5 magnifici altari (quello maggiore e 4 laterali), tutti in stile
barocco. Fu
eliminata anche la bella finestra munita di grata, dove i principi assistevano
alle funzioni religiose dall’interno del Palazzo Baronale. Nel 1986 invece
la chiesa è stata
restaurata nell’originario stile romanico: sono stati rimessi a nudo
gli archi di pietra che ornavano il muro perimetrale e restituite alla vista le
capriate lignee del tetto. Sempre durante il restauro (commissionato dal parroco
Don Antonio Santini) sono venuti alla luce alcuni pregevoli affreschi del 400 e
del 500. Come abbiamo detto prima, questa era una cappella gentilizia, poiché
l’antica parrocchiale era l’attuale chiesa del cimitero. Nella facciata si
riconoscono 2 stemmi: quello della famiglia Orsini e quello della casata dei
Torlonia (infatti lo stemma è uguale a quello appunto dei Torlonia conservato
all’interno della sala consiliare del comune). La parrocchiale è a croce
latina; è a navata unica con 3 cappelle laterali. Il luogo di culto ha 4
nicchie laterali. Nella parte destra, vicino all’entrata principale c’è una
nicchia con una statua di Sant’Antonio Abate, che viene portata in processione
in Gennaio. La statua, che
secondo i più anziani ha sempre occupato quel posto così descrive il
Santo: un uomo anziano, vestito da monaco, con sandali ed
una folta barba bianca. Sulla mano destra ha un bastone
con la parte terminale a crocifisso (in cui è appesa una piccola
campana), mentre in quella sinistra ha un grosso libro. Ai piedi ha un
porcellino. Nella parete destra dopo la nicchia ci sono due dipinti raffiguranti
l’ultima Cena e “anime in Paradiso”. Nella parete sinistra ci sono tre
nicchie. Nella prima, situata vicino all’entrata principale della chiesa, c’è
il battistero. Nella seconda nicchia c’è una statua di San Rocco ed un
affresco raffigurante la Madonna. A destra della Vergine c’è San Giovanni
Battista, a sinistra San Lorenzo. All’interno della nicchia c’è anche un
affresco di San Rocco ed uno di Sant’Antonio di Padova. Nella terza nicchia
c’è una statua di Sant’Antonio di Padova ed un affresco della Madonna con
Bambino con Santa Caterina e San Domenico, fondatore dei padri domenicani. Nella
stessa nicchia troviamo affrescate 15 scene del nuovo testamento, con i misteri
gaudiosi, dolorosi e gloriosi. Nella cappella destra c’è un altare con una
tela dell’Eucaristia. In questo altare sono conservate le ostie consacrate.
Nella stessa cappella ci sono anche 2 grandi croci processionali, un organo e 2
urne che custodiscono le statue di San Sebastiano e della Madonna Addolorata.
Nella prima cappella a sinistra c’è una grande croce processionale e la
macchina processionale della Madonna del Divino Amore. In questa cappella c’è
una scalinata che porta al porticato e quindi alla piazza principale del paese.
Sulle scale si incontrano 2 crocifissi. Nella seconda cappella a sinistra c’è
una grande croce processionale, 1 crocifisso, la statua della Madonna Assunta
(restaurata da Del Vescovo Francesco e Principessa Francesco nel 1995), un
Quadro della Madonna con Gesù morto, un quadro di Sant’Anna con la Vergine
fanciulla ed uno stendardo della Santissima Trinità. In questa cappella c’è
anche una porta: se usciamo, ci ritroviamo nel borgo medievale. La chiesa ha 2
altari, quello in cui sono custodite le ostie e quello dove si dice la messa.
Vicino a quest’ultimo c’è una statua di Padre Pio. Nell’abside c’è una
statua lignea di pregevolissima fattura
raffigurante la Madonna Assunta, opera
di Scuola Romana del XVI secolo. In uno degli archi della chiesa c’è
un iscrizione. Sembra esserci scritto: “SOCIETAS CORPORIS CHRISTI ET MISERICOR
AN DNI IS 9VII”. Sul lato sinistro dello stesso arco c’è scritto” BER
BRAC”, forse la sigla di qualche nome. Per scoprire che aspetto aveva la
chiesa nel 1700, abbiamo i documenti della visita pastorale del Cardinale Andrea
Corsini nella Diocesi Sabina (1779-1782). Dagli “Acta S. Visitationis Podii
Moiani” si legge: chiesa parrocchiale di Santa Maria e San Giovanni Battista.
La chiesa fu edificata per volere della famiglia Savelli e consacrata nel 1572.
L’altare maggiore in stucco e marmo ha sulla mensa eucaristica una statua
lignea dorata della Madonna incoronata da Angeli.
Ai lati dell’altare sono collocate 2 tele con San Giovanni Battista e
Sant’Anna. Il primo altare a destra è dedicato al Rosario ed il quadro fatto
da “mano assai inferiore” raffigura la Madonna tra Santa Caterina e San
Domenico mancano purtroppo i “quindici misteri”. L’altare successivo
dedicato alla Madonna del Carmelo ha una tela con San Rocco, San Sebastiano e
una con la Vergine tra Sant’Antonio Abate e Vincenzo Ferrer. Il quarto altare,
consacrato a San Giuseppe ha una tela con una figurazione della Natività donata
da Anguillaria dei Savelli nel 1615. Sul fonte battesimale è stata collocata
una tela con il Battesimo di Cristo “di buona mano”. Come possiamo notare,
la chiesa in quel tempo custodiva dei tesori d’arte che ora purtroppo non ci
sono più. Su questo c’è da dire che spesso nei secoli scorsi antico era
sinonimo non di prezioso, ma di vecchio, lacero ed inservibile. Proprio per
questo molti tesori d’arte sono andati perduti per sempre e nella maggior
parte dei casi sono pervenuti a
noi solamente
affreschi, oggetti in
metallo (ad esempio crocifissi) e qualche rara opera in legno. Per
scoprire che aspetto aveva la chiesa di San Giovanni Battista-SS. Maria
Immacolata nei primi decenni del 1800 abbiamo invece i documenti della visita
pastorale del Cardinale Odescalchi (1833-1836). Si legge: chiesa parrocchiale di
San Giovanni Battista e della Concezione di Maria. Non si conosce l’anno in
cui sia stata fabbricata, ma per tradizione dicesi edificata al tempo
dell’Ecc.mi Orsini, ed infatti sopra un finestrone rotondo situato sopra il
frontespizio della porta maggiore di detta chiesa vedesi lo stemma di detta Casa
Orsini, altri poi fanno credere in tempo degli Ecc.mi Savelli. E’ consacrata
come dimostrano le croci appese alle pareti laterali (ci sono ancora ai nostri
giorni) e il giorno della dedicazione è fissato al 1 di Giugno. Il locale si
dice per tradizione ceduto dall’Ecc.ma Casa Borghese ed ora appartiene alla
comunità. Trovasi attualmente la detta chiesa in uno stato assai povero, ed in
cattivo stato. Ha cinque altari. L’altare maggiore è dedicato a San Giovanni
Battista. Non ha il quadro, ma una nicchia grande dove stà eretta una statua
grande di legno pitturata rappresentante la Concezione Immacolata di Maria SS.ma,
con un gruppo di 4 angeli, che la sostengono, ed altri 4 nei lati che la
coronano, motivo per cui da molti dicesi Assunta. Altare di San Giuseppe di jus
patronato della famiglia Braconi con quadro della Natività di Gesù fatto da
detta mano. Vi è un altro quadruccio di figura rotonda con sua cornice intorno
dorata realizzato
per disposizione testamentaria di Pietro Braconi con atto notarile del 5 Ottobre
1787 raffigurante la Madonna della Pietà. Tra l’altare di San Giuseppe e il
confessionale dell’arciprete in una nicchia vi è un dipinto su tavola del SS.
Salvatore con San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista. Altare di
S.Antonio di jus patronato del comune. Altare del Rosario dove è posto un
quadro raffigurante la Madonna con Bambino e alla loro destra San Domenico e a
sinistra Santa Caterina fatto da mano inferiore. Altare di S.Vincenzo de’
Paoli: è detto di San Vincenzo ma è della Madonna SS.ma del Carmine, e dei SS.
Protettori di questa Terra fabbricato circa 80 anni or sono. Vi sono poi, altri
3 quadri: uno grande nel mezzo raffigurante la Madonna del Carmine con a destra
S.Antonio Abate e a Sinistra San Vincenzo Ferreri. Due quadri piccoli
raffiguranti rispettivamente San Sebastiano e San Rocco . Nel fonte battesimale
quadro del Battesimo di Gesù fatto da buona mano e nella Sagrestia Cena del
Signore con i dodici apostoli con sua cornice dorata intorno si dice opera del
Cavalier Manenti. Vi sono poi altri 4 quadri dipinti su tela dell’altezza di
circa palmi 3, e laghi circa palmi 2 e mezzo raffiguranti rispettivamente San
Luigi Gonzaga, San Stanislao, San Venanzio e San Francesco di Paola. Testo e
foto di Andrea Del Vescovo.