S.Liberata
Home Su foto

 

L'Edicola campestre di Santa Liberata

 

L'edicola campestre di Santa Liberata è situata sull'omonima via, che porta all'ingresso del borgo medievale, ormai quasi del tutto disabitato. Dietro al piccolo edificio di culto c'è un antico arco in pietra. Sulla sinistra dell'edicola c'è un sentiero naturalistico che porta ad Osteria Nuova. L’edicola, meta di antichi pellegrinaggi, è appunto dedicata a Santa Liberata, patrona delle ostetriche e protettrice dei bambini affetti da gravi malattie. Santa Liberata era una fanciulla di Como che fondò insieme alla sorella Santa Faustina un convento di suore in quella città. Morì nel 580 e fu sepolta nella Cattedrale comasca. Il suo culto dunque a quanto pare si diffuse anche in Sabina, e da tempi antichissimi. Rispetto alle altre 2 edicole di Poggio Moiano, quella di Santa Liberata è un po' più grande, ha una struttura architettonica più solida realizzata con sassi e non ha subito nel tempo restauri che ne abbiano alterato l'originario aspetto. Gli stipiti che limitano lateralmente l'ingresso sono costituiti da blocchi di travertino locale, anche l'arco a tutto sesto è formato da lastre di travertino. Nell’edicola c'è un affresco della Madonna col Bambino. Sotto alla Vergine, sulla sinistra, c’è l’affresco di un Santo francescano. Sul soffitto della cappella c'è un altro affresco che raffigura un uomo barbuto con in testa una forma geometrica a forma di triangolo ed in mano una sfera (Dio?). Nell’edicola c’è anche un quadro di Santa Liberata che porta in braccio 2 bambini, uno per parte. Nel quadro c’è scritto: “Santa Liberata o Libera vergine, venerata a Como (18  I)”. Dentro al piccolo luogo di culto ci sono anche delle decorazioni affrescate, interrotte da un piccolo affresco raffigurante un calice. All'interno dell'edicola si nota anche un frammento di affresco. Dentro all’edicola c’è un altare, addossato alla parete. Sopra a questo ci sono diversi oggetti, tra cui un quadro di Santa Liberata ed una mattonella con il volto di Gesù, opera di FR  ASARO. All’interno dell'edicola campestre ci sono anche 4 cuori in metallo, che testimoniano grazie ricevute. Di generazione in generazione, si tramanda tra la gente del paese una curiosa storia sul motivo per il quale venne edificata l'edicola. In tempi molto remoti, un'agiata famiglia di Poggio Moiano costruì sul proprio terreno un grande arco e lo ammirava dalla piazza dandosi arie di grandezza e di potenza. Un'altra famiglia, in litigio con la prima, stanca di sopportare tali megalomanie, per dispetto, costruì in una notte, su territorio comunale l'edicola; così invece della maestà dell'arco si vedeva il tempietto che in realtà copre del tutto il bell'arco. Quest'ultimo, a suo tempo fu eretto con ogni probabilità per accogliere l'ingresso in paese di autorità secolari o religiose. Testo e foto di Andrea Del Vescovo.