S.Martino
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La Chiesa di San Martino

 

La chiesa rurale di San Martino si trova nei pressi del centro abitato di Poggio Moiano. La posizione dell’edificio sulla via Romana, che univa la via Cecilia alla via Valeria fece di esso un avamposto dell’abbazia di Farfa sui domini del ducato di Spoleto. La chiesa sembra risalire al X secolo, secondo la citazione presente in un documento del 1343. La chiesa è stata completamente restaurata nel 1972. Presenta delle notevoli analogie con la vicina chiesa di Santa Vittoria (Monteleone Sabino) e quella di Santa Maria del Piano (Orvinio). La facciata ha la forma a capanna tipica delle chiese romaniche ed è sormontata sulla sinistra da un piccolo campanile a vela. Quest'ultimo è a due fornici, con archi a tutto sesto. Il portale, al centro della facciata è realizzato in pietra calcarea. Sopra il portale c'è il rosone: la luce che vi penetra va a finire sull'altare. Il rosone è composto da 2 elementi distinti: l’interno, probabilmente alto medioevale, è un rosone dentellato, composto da 4 raggi simmetrici, la cornice esterna, sicuramente più tarda, presenta una decorazione lineare. Nella facciata sono incastonati tratti di bassorilievi e fregi di epoca romana. Sulla destra del portale vi è un epigrafe tombale che ricomposta dovrebbe leggersi: L. ATRIUS L.L. PHILONICUS. L’epigrafe è appunto scolpita in due blocchi, incastonati nella facciata; uno di essi è decorato con un bucranio (testa di bue scarnito con nastri e ghirlande, come nei sacrifici) ed un fiore. Nella facciata sono presenti anche altri frammenti decorativi, ad esempio un arco a lacunari ed un frammento di pluteo tardo antico, decorato con un fiore. L'interno della chiesa è navata unica, con abside a ferro di cavallo. Proprio nell'abside si conservano 2 affreschi cinquecenteschi, al centro San Martino che divide il mantello ed a sinistra San Antonio Abate. Intorno all'abside gira un sedile in muratura che veniva utilizzato dall'esigua comunità monastica che un tempo risiedeva nel piccolo convento. Dalla zona absidale si accede con un passaggio interno al corpo di fabbrica retrostante la chiesa. Questo edificio, costruito in epoca successiva, venne addossato all’aula di culto. Il fabbricato infatti è composto da due corpi: uno, più basso corrispondente alla chiesa, ed uno sul retro dell’abside. Il luogo di culto è coperto da un tetto a capanna, l'abside da una volta a calotta emisferica. All'interno della chiesa vi è un altro residuo del mondo classico: un contenitore in pietra in cui veniva versato il sangue della vittima. I contenitori residui del mondo classico sono in totale 2: uno è usato come acquasantiera, uno come fonte battesimale. All'interno della chiesa ci sono anche i quadri della via crucis, un grande crocifisso dietro l'unico altare, un quadro del Sacro Cuore, un quadro di S.Anna con la Vergine fanciulla ed un quadro donato dalla confraternita religiosa di Sant'Antonio Abate. Nel quadro appena citato c'è disegnato il centro storico di Poggio Moiano, la statua di Sant'Antonio Abate e la chiesa di San Martino. Nel quadro c'è scritto: "confraternita di Sant'Antonio Abate". Nella chiesa si celebrano saltuariamente delle funzioni religiose, tutti gli anni vi si celebra la prima messa nella domenica in cui a Poggio Moiano si festeggia Sant'Antonio Abate. Notizie sulla chiesa di San Martino si trovano anche negli atti della visita pastorale del Cardinale Andrea Corsini nella Diocesi Sabina. Dagli "Acta S.Visitationis Podii Moiani" si legge: chiesa rurale di San Martino. La struttura architettonica della chiesa è databile al XVI (?) secolo. Nell’abside è stata dipinta una figura di S.Martino con la seguente iscrizione: “questa figura la fatta fare Ioanne de Innole per voto 1556”. La chiesa rurale di San Martino è citata anche nei documenti della visita pastorale del Cardinale Odescalchi. Testo e foto di Andrea Del Vescovo.