La Chiesa di San Sebastiano
La
chiesa rurale di San Sebastiano (patrono del paese) è situata nei pressi della
statale Licinese, che attraversa Poggio Moiano e collega la Salaria alla
Tiburtina Valeria. È stata edificata nel 1527, come si può leggere sull'epistilio
della porta d'ingresso. La facciata ha un portale in pietra calcarea con
lunetta. Sull'architrave vi è una sfera, ed in essa è scolpito un sole con 8
raggi. Sul “sole” c'è scritto IHS, e sopra queste tre lettere vi è una
figura che sembra la lettera omega. Una sfera praticamente identica si trova in
un portale di via Centurioni a Rieti. Sul portale ci sono anche 2 gigli
scolpiti, sicuramente il simbolo di qualche famiglia nobile che in passato aveva
in feudo Poggio Moiano. Il tetto dell’edificio è retto da capriate lignee, il
pavimento è fatto di mattoni rossi. All’interno della chiesa, sulla destra,
vicino all’entrata, c’è un bel contenitore per l’acqua Santa in pietra. A
sinistra invece (sempre vicino all’entrata), si nota un parallelepipedo
ricoperto di lastre di travertino, dalla forma di un sarcofago (probabilmente
un'antica tomba). All'interno della chiesa vi sono 4 grandi nicchie laterali, 2
per parete. Nella parete destra c’è un recente dipinto amatoriale (una tela)
che raffigura San Sebastiano. Nella parete sinistra c’è uno stendardo con 13
cuori in metallo, che testimoniano grazie ricevute. Sempre all'interno, sopra il
portone d'ingresso c'è una scritta che recita: "…dalla protezione
salvato dai disastri della guerra il popolo restaurò". La chiesa ha un
abside semicircolare, dove è situato l’unico l'altare. Davanti all’altare
c'è la balaustra, con l'iscrizione "Sciubba Valente offre 1962".
Sulla parete dell’altare c’è un prezioso quadro del famoso pittore Manenti
(1600-1674). L'opera è in ottime condizioni, è stata recentemente restaurata
da Carla d'Alfonso. Questo quadro, che raffigura il Martirio di San Sebastiano
è uno dei meno noti del Manenti; è certamente autentico, infatti reca la firma
dell'autore. Sopra l’altare ci sono 3 Carte Gloria in latino. Davanti
all'altare, sul pavimento c'è una lastra di legno, in pratica l'ingresso di una
tomba. Infatti in paese si racconta che tanti anni fa dentro la chiesa c'erano
sepolte delle persone. Secondo la testimonianza di una persona anziana, diversi
decenni fa nella chiesa si doveva rifare il pavimento. Scavando venne alla luce
una cassa contenente un corpicino di una bambina di circa 12 anni, il suo corpo
era intatto. Indossava un vestito con 7 gonne pieno di merletti e tulle ed in
testa aveva una cuffietta con tutti merletti. La bambina portava anche dei
mutandoni legati fino alle ginocchia ed aveva le calze. Era tutta vestita di
bianco. In paese si racconta anche che una volta Poggio Moiano e Pozzaglia
Sabina si unirono per prendere la statua dei loro patroni. Andarono a Roma con
carri trainati da buoi, presero San Sebastiano e Santa Ulpia. La Santa Martire
era destinata a Poggio Moiano, ma il carro di San Sebastiano si fermò in
quest'ultimo centro. Così San Sebastiano diventò patrono di Poggio Moiano. Il
fatto sicuramente avvenne nella metà del XVIII secolo, poiché il corpo di
Sant’Ulpia riposa all'interno della parrocchiale di Pozzaglia dal 1758. Sul
soffitto dell’abside c’è un affresco raffigurante una colomba. La chiesa
nel 2001 è stata completamente ristrutturata all'esterno dalla confraternita
religiosa di San Sebastiano Martire. Notizie sulla chiesa di San Sebastiano si
trovano negli atti della visita pastorale del Cardinale Andrea Corsini nella
diocesi Sabina (1779-1782). Il Porporato in questione visitò Poggio Moiano il
22 Maggio 1780. Dagli "Acta S. Visitationis Podii Moiani" si legge:
chiesa rurale di San Sebastiano, risalente forse al 1527. Ha le pareti decorate
da affreschi datati 1544 con la Crocifissione, San Sebastiano ed altri Santi.
Nella chiesa "vi sono…diverse nicchie fatte per comodo d'altari, ma al
presente ve n'è uno solo". La chiesa rurale di San Sebastiano è
menzionata anche negli atti della visita pastorale del Cardinale Odescalchi in
Sabina nel periodo 1833-36. In realtà il suddetto Cardinale non visitò tutti i
paesi della Sabina poiché la visita pastorale venne sospesa. Alla ripresa della
visita i restanti paesi vennero visitati da Mons. Canali "suffraganeo"
dell'Odescalchi, tra cui Poggio Moiano (20-23 Settembre 1835).Tutti gli anni, il
giorno della festa di San Sebastiano (20 gennaio), la processione del patrono si
dirige tra lo scoppiettare dei fuochi d'artificio proprio verso questa chiesa,
nella quale fa una breve sosta prima di ritornare nella chiesa parrocchiale. In
questa processione viene trasportata anche l'antica statua del Santo. La chiesa,
in prefetto ordine e recentemente ristrutturata è a disposizione anche per la
celebrazione di matrimoni ed altri sacramenti. Testo e foto di Andrea Del
Vescovo.